Pubblicato da: eracleamare | aprile 24, 2007

Laguna del Mort

è un enclave di acqua marina del Mare Adriatico settentrionale, lungo le coste del Veneto, ed è sita a nord est della Laguna di Venezia. Essa è contigua all’ultimo braccio della foce del Piave e vede correre al suo asse il confine fra i rivieraschi comuni di Jesolo ed Eraclea. La profondità media è di mezzo metro circa, la massima non supera i 2 m.

Storia

Fino al 5 ottobre 1935 la Laguna del Mort non era altro che l’ultimo tratto del fiume e la sua foce. All’epoca il Piave correva perpendicolare alla linea di costa fino a poche centinaia di metri dal mare Adriatico. Giunto in prossimità della località di Cortellazzo, il fiume svoltava a gomito alla propria sinistra e correva ortogonale alla propria provenienza per circa 3 chilometri, a quel punto si gettava in Adriatico.

Quel giorno, al culmine di una particolare piena, il Piave ruppe l’argine destro proprio nel punto in curvava verso Nord Est e si butto immediatamente in mare abbandonando il vecchio alveo ed occludendo con il riporto di sabbia e fanghi il collegamento fra questo e il fiume medesimo. Tale ultimo stralcio del Piave divenne perciò privo di immissari d’acqua dolce e venne colmato solo dalla risalente marea.

Col tempo il ramo morto delle foci del piave si è parzialmente interrato divenendo l’habitat naturale di centinaia di uccelli marini e lagunari.

 

La Laguna del Mort

 


La Laguna del Mort

La Laguna del Mort Oggi

La “Laguna” si è rimpicciolità con il passare degli anni e, così, è anche arretrata l’originaria foce del fiume. Il ramo morto del Piave oggi esce in mare dirimpetto alla località turistica di Eracleamare, proprio di fronte al porticciolo turistico. La cittadina di Eracleamare è, infatti, la più comoda base di partenza per esplorare e conoscere la zona del “Mort” poiché essa è completamente isolata dal fiume dal Comune di Jesolo: l’accesso diretto dal territorio jesolano avviene, infatti, solamente attraversando in barca il fiume.

Il progressivo interramento dello specchio acqueo permette di attraversare l’imboccatura del “Mort” con la bassa marea e visitare la sponda sud est posta nel comune di Jesolo. Il lato nord ovest della laguna ricade invece per intero nel comune di Eraclea ed è ricoperto da una pineta ancora priva di insediamenti turistici e incontaminata.

Flora e Fauna

L’area della laguna ha una superficie approssimativa di 125 ettari e, con le circostanti sponde argilloso sabbiose (dune costiere, dossi e pineta marittima), è popolata da una fauna ed una flora peculiari delle zone umide rivierasche.

La flora sommersa è prevalentemente rappresentata da Zostera Marina e da diverse specie di alghe. La parte terminale dello specchio acqueo, orientata a sud ovest, presenta tratti di vegetazione a Phragmites australis e Juncus, mentre le zone appena più lontane dalla laguna, in quello che è l’ex alveo del fiume, ospitano specie più legate ad ambienti alofili e secchi, quali Salicornia, Agropyron, Eryngium.

Nella vegetazione delle dune costiere, oltre ad un impianto artificiale di Pinus e Juniperus, si trovano, soprattutto nella parte più esposta al mare, Cakile maritima e Ammophila arenaria.

 

Rospo Smeraldino

 

Rospo Smeraldino

Nella medesima zona sono presenti la lepre indigena (Lepus europaeus), introdotta ad uso venatorio nella contigua riserva di Valle Ossi, la donnola (Mustela nivalis) e altri piccoli mammiferi come roditori e insettivori. Ivi sono anche presenti anfibi e rettili come il Rospo Smeraldino (Bufo Viridis), il Ramarro (Lacerta viridis), la Coronella austriaca (Colubro Lacertino o Malpolon monspessulanus), la biscia d’acqua (Natrix Natrix), il Biacco (Coluber viridiflavus). Raramente è stata avvistata la Vipera (Vipera aspis).

L’intera zona umida è tappa di numerose specie di uccelli in migrazione.

 

Poiana comune

 


Poiana comune

È infatti punto di sosta per varie specie di Anseriformi come il Germano Reale (Anas platyrhynchos), l’Alzavola, la Marzaiola, il Codone, il Fischione, il Moriglione. Si possono trovare inoltre strolaghe, svassi e molti caradriformi. È sede di nidificazione del Fratino, dell’Usignolo di fiume, del Beccamoschino. Saltuariamente vi sostano anche Ardeidi come l’Airone cenerino, l’Airone rosso (Ardea purpurea), la Garzetta e Falconiformi come la Poiana (Buteo buteo) e il Falco pecchiaiolo.

Riconoscimenti

Nel 2003, la penisola che separa la “Laguna del Mort” dal mare, unitamente al suo arenile, è stata dichiarata da Legambiente una delle 13 più belle spiaggie d’Italia.

La Laguna del Mort, unitamente alla pineta marittima di Eracleamare, sono state definite “Sito di Interesse Comunitario”, spesso indicate con l’acronimo SIC. Sono state proposte tramite deliberazione di Giunta Regionale n. 2673 del 6 agosto 2004 avente ad oggetto “Direttiva 79/409/CEE, Direttiva 92/43/CEE, D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 Ricognizione e revisione dei Siti di Importanza Comunitaria e delle Zone di Protezione Speciale con riferimento alla tutela delle specie faunistiche segnalate dalla Commissione Europea” e pubblicata nel Bollettino Ufficiale Regionale n. 97 del 28 settembre 2004.

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